di Giovanni Gioioso
Tra i trend che più raccontano il cambiamento del turismo italiano, ce n’è uno che negli ultimi anni ha smesso di essere di nicchia per diventare quasi un fenomeno culturale: la riscoperta dei borghi. Non più solo mete “alternative”, ma destinazioni ricercate, cercate, esplorate prima ancora che visitate. A fotografare questo movimento è lo studio “Borghi italiani online (Edizione 2025)”, realizzato da Telepass insieme a Moveo, Seed Digital e Change Media, che analizza le ricerche sul web tra il 2021 e il 2024. E i numeri raccontano una tendenza chiara: quasi 210 milioni di ricerche complessive, di cui 94 milioni solo nell’ultimo anno, con un balzo del 52% rispetto al 2023. Non curiosità passeggera, ma una vera domanda di viaggio diverso. Dentro questa mappa digitale dell’Italia più autentica, la Basilicata non è una comparsa. È piuttosto una delle protagoniste più stabili e riconoscibili. A guidare la classifica regionale c’è ancora una volta Maratea, che con una media di 148.600 ricerche mensili si conferma tra le destinazioni più cercate d’Italia, seconda a livello nazionale. Una presenza costante, quasi naturale, come se il suo profilo tra mare e montagna fosse ormai parte dell’immaginario collettivo del viaggio italiano. Non un picco, ma una continuità. Dietro, ma con una crescita che racconta molto più di una posizione in classifica, ci sono Venosa e Castelmezzano, due luoghi diversi per storia e geografia, ma accomunati da un dato: l’interesse crescente di chi li scopre per la prima volta. E ancora Acerenza e Miglionico, che segnano incrementi a tre cifre e confermano come i borghi lucani stiano entrando con forza nei percorsi digitali del turismo contemporaneo. Non è solo una questione di numeri. È un cambio di sguardo. Perché lo studio mostra anche la stagionalità emotiva delle ricerche: Maratea domina febbraio e maggio, resta tra le più cercate d’estate, mentre altri borghi esplodono ad agosto o in autunno. Come se ogni luogo avesse il suo momento per farsi trovare, quasi una geografia del desiderio più che del turismo. C’è poi un elemento che va oltre i confini nazionali: Maratea è anche tra i borghi lucani più cercati da utenti esteri, dalla Svizzera al Regno Unito, dalla Francia alla Spagna. Un segnale che questi luoghi non parlano solo a chi li conosce, ma anche a chi li scopre da lontano attraverso uno schermo. In questo scenario, il ruolo della mobilità diventa parte della narrazione. Telepass si inserisce come infrastruttura invisibile del viaggio, non solo come strumento di pagamento, ma come facilitatore di accesso a questi territori. Un ecosistema che accompagna il movimento, dai pedaggi alla sosta, fino alla ricarica elettrica, rendendo più fluido ciò che un tempo era semplicemente “raggiungere un luogo”. Il risultato finale è un’Italia che si riscopre a partire dalle sue periferie geografiche ma centrali nell’immaginario. Borghi che non chiedono di essere scoperti, ma che lo sono già, ogni volta che qualcuno li cerca online prima ancora che sulla mappa.