

di Daniela Mariano
La Basilicata prova a trasformare le proprie radici in una leva di futuro. È questa, in sintesi, la traiettoria tracciata dal presidente della Regione Vito Bardi intervenendo sul tema del turismo delle origini e delle nuove strategie di sviluppo territoriale. Un percorso che si inserisce in un contesto più ampio: da un lato Matera, che si prepara a essere “capitale mediterranea della cultura e del dialogo 2026”, dall’altro il nuovo Piano Strategico Regionale in fase di definizione, che punta a mettere in rete borghi, aree interne e identità locali. In mezzo, una visione politica che tenta di tenere insieme memoria e innovazione. Secondo Bardi, il cosiddetto turismo delle radici rappresenta oggi una delle opportunità più significative per la regione. Non solo una nicchia legata alla nostalgia degli emigrati lucani nel mondo, ma un vero segmento strategico capace di generare economia, relazioni e presenza internazionale. “Il tema di quest’anno, ‘Connettere le comunità’, ci invita a riflettere su ciò che ci unisce: radici, memoria, identità”, ha sottolineato, richiamando il legame profondo tra Basilicata e le sue comunità all’estero. In questa prospettiva, il viaggio verso i luoghi d’origine non è più soltanto un ritorno simbolico, ma diventa esperienza culturale e potenziale motore di sviluppo. Un cambio di paradigma che si innesta su dati considerati incoraggianti. Secondo le rilevazioni dell’area Ced dell’Agenzia di Promozione Territoriale, il turismo straniero in Basilicata ha registrato una crescita significativa nel quadriennio 2021-2024: gli arrivi sono passati da circa 61 mila a oltre 254 mila, con un incremento superiore al 300%. Le presenze sono cresciute da 125 mila a oltre 477 mila, segnando un +280%. Numeri che riportano la regione su livelli vicini al periodo pre-pandemico e indicano un interesse crescente dai mercati internazionali. Un ruolo centrale, in questo processo, viene attribuito anche al progetto Roots-IN, considerato uno degli strumenti che ha contribuito a rafforzare l’identità della Basilicata come destinazione legata al turismo delle origini. Un approccio che punta non solo a promuovere luoghi, ma a costruire un racconto coerente del territorio. La strategia regionale guarda ora a una fase successiva: trasformare la Basilicata in un vero e proprio “brand esperienziale”, capace di evocare autenticità, bellezza e appartenenza. Un lavoro che coinvolge l’Agenzia di Promozione Territoriale e la sua direttrice Margherita Sarli, con l’obiettivo dichiarato di costruire un ecosistema narrativo in grado di parlare ai viaggiatori e rafforzare il senso di identità collettiva. Non si tratta, nelle intenzioni della Regione, solo di attrarre visitatori, ma di consolidare una presenza stabile nel panorama turistico internazionale, attraverso una narrazione che unisca borghi, cultura e innovazione. Il tutto dentro una cornice più ampia che comprende anche il futuro Piano turistico regionale, attualmente in fase di definizione. “Stiamo costruendo una Basilicata sempre più riconoscibile, attrattiva e orgogliosa della propria identità”, ha concluso Bardi. Una terra che prova a raccontarsi non solo per ciò che è stata, ma per ciò che intende diventare: un punto di incontro tra chi è partito e chi è rimasto, tra memoria e futuro, tra radici e nuove rotte.