

di Giovanni Gioioso
Un’operazione di vasta portata scuote il settore automobilistico europeo: Stellantis ha avviato il richiamo di centinaia di migliaia di vetture diesel a causa di un potenziale problema tecnico che potrebbe compromettere l’affidabilità del motore. Secondo quanto riportato dall’agenzia Agence France-Presse, i veicoli coinvolti sarebbero circa 636.000, distribuiti tra Francia e altri Paesi del continente. Il gruppo automobilistico ha confermato l’operazione, senza tuttavia fornire una cifra ufficiale complessiva. Nel mirino finiscono modelli prodotti tra il 2017 e il 2023 e appartenenti a diversi marchi del gruppo: Peugeot, Citroën, Opel, Vauxhall, DS Automobiles e Fiat. Tutti i veicoli interessati sono equipaggiati con il motore diesel 1.5 Blue HDi, una delle unità più diffuse del gruppo negli ultimi anni. Alla base del richiamo vi è una possibile usura prematura della catena dell’albero a camme. Un difetto che, secondo quanto spiegato dall’azienda, può manifestarsi inizialmente con un rumore anomalo proveniente dal motore e, nei casi più gravi, evolvere fino alla rottura della catena stessa. Una circostanza che potrebbe comportare danni significativi al motore, anche se al momento non risultano incidenti o infortuni collegati a questo problema. La risposta del gruppo è stata immediata e strutturata. Stellantis ha già avviato il contatto diretto con i proprietari dei veicoli coinvolti, invitandoli a rivolgersi alla rete ufficiale di concessionari per programmare un controllo. L’intervento previsto, nella maggior parte dei casi, è relativamente semplice: aggiornamento del software e sostituzione dell’olio motore, qualora necessario. Elemento innovativo dell’operazione è l’introduzione di una tecnologia diagnostica avanzata. È stata infatti sviluppata un’applicazione specifica per i riparatori, capace di individuare eventuali anomalie della catena analizzando il suono del motore. Tutti i veicoli richiamati saranno sottoposti a questo test, che diventerà parte integrante anche delle future operazioni di manutenzione ordinaria. Nel caso in cui l’applicazione rilevi segnali di usura o criticità, si procederà direttamente alla sostituzione della catena all’interno della rete autorizzata. Il piano di richiamo sarà gestito in modo progressivo, dando priorità alle vetture più datate, considerate maggiormente esposte al rischio di guasto. A rassicurare i clienti contribuisce anche la copertura straordinaria introdotta dal gruppo: una garanzia estesa fino a 10 anni o 240.000 chilometri, che copre integralmente i costi degli interventi legati a questo problema. Una misura che punta a rafforzare la fiducia dei consumatori in un momento delicato per il settore, sempre più attento ai temi della qualità e della sicurezza. Il maxi richiamo rappresenta dunque non solo una sfida tecnica, ma anche un banco di prova per la gestione della relazione con i clienti.