

di Giovanni Gioioso
Si è appena conclusa ad Accettura l’edizione 2026 del tradizionale Maggio di San Giuliano, una delle manifestazioni popolari e religiose più affascinanti della Basilicata e dell’intero Mediterraneo. Dal 6 al 9 giugno il piccolo centro della montagna materana è tornato ad essere il palcoscenico di un rito secolare che intreccia devozione, cultura contadina e profondo legame con il territorio. La festa, dedicata a San Giuliano Martire, affonda le sue radici in tradizioni antichissime, probabilmente risalenti all’epoca longobarda, e rappresenta uno dei più importanti culti arborei d’Italia. Ogni anno, nei giorni della Pentecoste, l’intera comunità partecipa a un complesso rituale che culmina nell’unione tra il “Maggio”, un imponente cerro proveniente dal bosco di Montepiano, e la “Cima”, un agrifoglio trasportato a spalla dalla foresta di Gallipoli Cognato. Le celebrazioni iniziano con il trasporto del grande tronco verso il paese, trainato secondo la tradizione da numerose coppie di buoi. Contemporaneamente, decine di volontari affrontano il lungo percorso attraverso i boschi per portare la Cima fino al centro abitato. L’arrivo dei due alberi ad Accettura rappresenta uno dei momenti più emozionanti della festa, accolto da canti, applausi e dalla partecipazione di migliaia di visitatori. Il culmine della manifestazione è quando il Maggio e la Cima si uniscono e successivamente vengono innalzati in Largo San Vito. Le operazioni, eseguite con tecniche tramandate da generazioni, richiedono grande abilità e il contributo di decine di uomini del paese. Nel frattempo, la processione attraversa le vie del centro storico, accompagnata dalle tradizionali “cente” votive portate sul capo dalle donne del paese. Il Maggio di Accettura continua a essere molto più di una semplice festa: è un patrimonio culturale vivente che racconta la storia di una comunità capace di custodire e rinnovare nel tempo un rito unico, dove la spiritualità cristiana si fonde con antichi simboli legati alla natura e alla fertilità della terra. Anche quest’anno la manifestazione ha richiamato studiosi, turisti e appassionati di tradizioni popolari, confermando il suo ruolo di eccellenza nel panorama del folklore italiano. Con la conclusione dei festeggiamenti, Accettura guarda già alla prossima edizione, consapevole di custodire una tradizione che rappresenta uno dei simboli più autentici dell’identità lucana.