

di Giovanni Gioioso
Un risultato che segna un punto di svolta nella gestione dei rifiuti e nella cultura ambientale del Paese: nel 2023 in Italia sono stati recuperati sette imballaggi su dieci. Un traguardo significativo, che racconta una trasformazione profonda e progressiva, costruita nel tempo grazie alla collaborazione tra istituzioni, imprese e cittadini. A tracciare il bilancio è stato il presidente del CONAI, Ignazio Capuano, intervenuto a Roma in occasione della presentazione del 14° rapporto ANCI-Conai 2024 sulla raccolta differenziata degli imballaggi. Numeri che parlano chiaro: nel 1999 si recuperava appena un imballaggio su tre, mentre oggi la quota ha raggiunto il 70%, con un totale di 75 milioni di tonnellate recuperate dall’avvio del sistema. Un’evoluzione che non è frutto del caso, ma di una strategia articolata e di lungo periodo. “Abbiamo attivato diverse leve, dai progetti territoriali alle campagne di comunicazione e informazione a livello locale”, ha spiegato Capuano, sottolineando come il cambiamento sia stato possibile solo grazie a un lavoro capillare e continuo. Dal 2006, il consorzio ha investito circa 40 milioni di euro proprio in queste attività, puntando sulla sensibilizzazione e sulla formazione come strumenti chiave. Il ruolo delle comunità locali si è rivelato determinante. Le campagne informative hanno coinvolto milioni di cittadini, contribuendo a diffondere una maggiore consapevolezza sull’importanza della raccolta differenziata e del riciclo. Negli ultimi tre anni, in particolare, sono stati circa 20 milioni gli italiani raggiunti da iniziative mirate, segno di un impegno crescente e di una partecipazione sempre più attiva. A rafforzare questo percorso si aggiungono gli investimenti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che hanno sostenuto progetti dedicati al miglioramento delle infrastrutture per la raccolta e il trattamento dei rifiuti. Un tassello fondamentale per rendere il sistema più efficiente e capillare, soprattutto nelle aree che storicamente hanno registrato maggiori difficoltà. Il modello italiano si fonda su una collaborazione virtuosa tra pubblico e privato, che negli anni ha dimostrato la propria efficacia. Il partenariato tra CONAI e ANCI rappresenta infatti uno degli elementi chiave del successo, permettendo di coordinare le attività sul territorio e di garantire risultati concreti. Tuttavia, le sfide non mancano. Nonostante i progressi, persistono differenze territoriali significative, con alcune aree del Paese ancora in ritardo rispetto agli standard più avanzati. Migliorare l’omogeneità del sistema e aumentare ulteriormente la qualità della raccolta restano obiettivi prioritari per il futuro. Il dato dei sette imballaggi su dieci recuperati non è solo un numero: è il segno di un cambiamento culturale che coinvolge l’intera società. Un percorso che dimostra come, attraverso politiche mirate, investimenti e partecipazione collettiva, sia possibile costruire un modello di sviluppo più sostenibile. Guardando avanti, la sfida sarà consolidare questi risultati e spingersi oltre, in linea con gli obiettivi europei sull’economia circolare. Perché il riciclo non è più soltanto una buona pratica, ma una necessità imprescindibile per la tutela dell’ambiente e delle risorse del pianeta.