

di Daniela Mariano
Nonostante forti squilibri territoriali, la Basilicata si distingue con un dato che assume i contorni del primato: è l’unica regione italiana in cui, nel corso del 2024, in ogni Comune è nata almeno un’attività imprenditoriale. Un risultato che, pur nella sua singolarità statistica, racconta un tessuto economico ancora vitale e diffuso. A certificarlo è l’analisi Movimprese, elaborata da Unioncamere e InfoCamere, sulla base dei dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio. Il report ha approfondito, per la prima volta, anche il fenomeno delle cosiddette “culle vuote” aziendali a livello comunale, ovvero quei territori in cui non si registra la nascita di nuove imprese. Il quadro nazionale evidenzia forti differenze: si va dai 126 Comuni del Piemonte senza nuove aperture nel 2024 fino allo zero registrato in Basilicata, che rappresenta quindi un caso unico nel panorama italiano. Un dato che, secondo l’analisi, va interpretato come un “curioso record positivo”, in quanto testimonia una diffusione omogenea della nuova imprenditorialità su tutto il territorio regionale. Al di là del singolo primato, l’andamento complessivo dell’anagrafe delle imprese lucane conferma una fase di moderata crescita. Alla fine del 2024 il saldo tra aperture e chiusure si è attestato a +335 imprese, risultato della differenza tra 2.732 nuove iscrizioni e 2.397 cessazioni. In termini percentuali, la base imprenditoriale regionale è cresciuta dello 0,57% rispetto al 2023, anno che aveva già segnato un incremento, seppur minimo, dello 0,04%. Un segnale di stabilità che, pur senza picchi di espansione, indica una tenuta del sistema produttivo locale in un contesto economico nazionale complesso. La crescita è infatti contenuta ma costante, segno di un tessuto imprenditoriale che continua a rigenerarsi, anche in assenza di grandi dinamiche espansive. A livello provinciale emergono alcune differenze interne. Il territorio materano ha registrato 1.021 nuove aperture a fronte di 834 cessazioni, con un saldo positivo di 187 unità e una crescita dello 0,88%, la più alta tra le due province. Nel Potentino, invece, si contano 1.711 nuove imprese e 1.563 chiusure, con un saldo positivo di 148 unità e un incremento dello 0,39%. Dati che confermano una distribuzione abbastanza equilibrata della dinamica imprenditoriale tra le due province, pur con una maggiore vivacità relativa nell’area materana. In entrambi i casi, comunque, il segno positivo indica una capacità di rinnovamento che continua a caratterizzare il sistema economico regionale. Il risultato assume particolare rilievo se inserito nel contesto più ampio del Mezzogiorno, spesso segnato da difficoltà strutturali, spopolamento e riduzione delle attività produttive. La Basilicata, pur tra limiti e fragilità note, mostra dunque una resilienza imprenditoriale che si traduce in una presenza diffusa di nuove iniziative economiche. Secondo Unioncamere e InfoCamere, la lettura dei dati evidenzia come la vitalità imprenditoriale non sia concentrata esclusivamente nei centri maggiori, ma si distribuisca anche nei piccoli Comuni, contribuendo a mantenere vivo il tessuto economico diffuso.