

di Giovanni Gioioso
La fotografia scattata dal Rapporto sul fenomeno delle dipendenze 2026 della Regione Basilicata restituisce una mappa complessa e in costante evoluzione del disagio sociale e sanitario sul territorio lucano. I dati parlano chiaro: sono complessivamente 2.564 gli utenti presi in carico dai Servizi per le Dipendenze (Ser.D), una platea in cui la componente maschile continua a rappresentare la stragrande maggioranza, attestandosi all’89,7%. Un dato particolarmente significativo è inoltre rappresentato dal 18,6% di nuovi accessi, indice di una domanda di aiuto che continua a manifestarsi con forza e a intercettare nuove fasce della popolazione. Entrando nel dettaglio delle singole tipologie di trattamento, le tossicodipendenze tradizionali e non continuano a rappresentare il capitolo più pesante, con ben 1.877 utenti complessivi. Anche in questo settore il divario di genere è netto, con il 92% di assistiti di sesso maschile e un’età media generale che si attesta sui 41 anni. Tuttavia, analizzando i 323 nuovi utenti registrati, emerge un dato anagrafico incoraggiante ma al tempo stesso preoccupante per la precocità del fenomeno: l’età media scende infatti a 35 anni, confermando come le nuove generazioni restino esposte a gravi rischi di marginalizzazione. Dal punto di vista delle sostanze stupefacenti, il panorama clinico mostra mutamenti significativi nei trend di consumo. Sebbene l’eroina mantenga storicamente la prima posizione tra le motivazioni di accesso, si registra una sua graduale flessione, contrapposta a una preoccupante e costante ascesa della cocaina. Quest’ultima è infatti passata dall’11,2% delle rilevazioni degli anni precedenti al 14,3% registrato nel corso del 2025, confermandosi una sostanza trasversale e fortemente radicata. Accanto alle droghe pesanti, un fronte di grande allarme sociale resta quello legato all’abuso di alcol. Il monitoraggio evidenzia 579 utenti totali in trattamento per dipendenza alcolica, di cui l’83,2% è composto da uomini con un’età media piuttosto matura, pari a 50,5 anni. Tra questi figurano 125 nuovi ingressi, un segmento in cui l’età media si abbassa sensibilmente a 46,7 anni, segnalando l’insorgenza di problematiche legate all’alcolismo anche in adulti più giovani rispetto al passato. Un capitolo a parte, ma di drammatica attualità per l’impatto devastante sulle famiglie e sul tessuto socio-economico, riguarda il Disturbo da Gioco d’Azzardo (Gap), declinato sia nella sua versione fisica che in quella online. I servizi regionali hanno preso in carico 115 utenti complessivi, con una netta prevalenza maschile del 90,4% e un’età media di 44,4 anni. I nuovi utenti in questo ambito sono stati 24, con un’età media che scende ulteriormente a 40,7 anni, confermando una diffusione sempre più insidiosa del vizio del gioco tra adulti nel pieno della loro vita lavorativa e familiare. Il quadro generale si completa con i dati relativi al tabagismo, che conta 64 utenti in trattamento con un’età compresa prevalentemente tra i 45 e i 60 anni, tra i quali si contano 25 nuovi ingressi che testimoniano una crescente attenzione e richiesta di supporto terapeutico anche per la dipendenza da nicotina. Di assoluto rilievo, infine, è il focus dedicato dal report alla popolazione detenuta all’interno delle case circondariali lucane: sono ben 303 i detenuti attualmente in carico ai Ser.D, dei quali la metà esatta (150) rappresenta un nuovo utente. Sotto il profilo demografico, il carcere restituisce un’utenza quasi interamente maschile (97,4%), concentrata soprattutto nella fascia d’età compresa tra i 35 e i 44 anni, confermando l’urgenza di interventi mirati di recupero e reinserimento all’interno degli istituti penitenziari.