

di Daniela Mariano
Il riconoscimento non è solo una medaglia da appuntarsi al petto per le bellezze architettoniche e paesaggistiche, ma rappresenta un punto di svolta politico ed economico per la strategia di sviluppo delle aree interne della Basilicata. «È un riconoscimento che va ben oltre il valore simbolico», ha dichiarato l’assessore Latronico a margine della cerimonia. «Certifica l’identità di una comunità che ha saputo custodire la propria storia, le proprie radici e il proprio patrimonio culturale. Quando parliamo dei borghi della Basilicata non guardiamo al passato, ma al presente e, soprattutto, al futuro della nostra regione». Secondo Latronico, la vera scommessa per la Basilicata nei prossimi anni si giocherà proprio sulla capacità di contrastare lo spopolamento, trasformando la vita nei piccoli comuni in un’opportunità reale. «Abitare questi territori non deve essere un atto di sacrificio, ma una scelta possibile, sostenuta da servizi, opportunità e qualità della vita. I nostri borghi sono il cuore della Basilicata: luoghi in cui si preservano relazioni, solidarietà e senso di comunità». Latronico ha tracciato la rotta su come i fondi europei verranno messi a terra nei piccoli centri lucani. «Considero la rigenerazione dei borghi una priorità strategica», ha spiegato. «Le risorse europee e nazionali devono servire non solo a recuperare edifici e spazi pubblici, ma soprattutto a creare nuove opportunità per i giovani, sostenere le imprese locali e favorire il ritorno di chi desidera vivere e investire in questi territori». L’obiettivo è dunque quello di creare un ecosistema economico vivo, capace di attrarre nuovi residenti e trattenere le intelligenze locali. Un passaggio cruciale della visione regionale riguarda la tutela del diritto alla salute, un elemento cardine per garantire la sopravvivenza stessa delle aree interne. Latronico ha infatti legato il rilancio di Rivello e degli altri borghi a una profonda riforma della medicina sul territorio. «La sanità del futuro è una sanità di prossimità, capace di raggiungere le persone nei luoghi in cui vivono attraverso il potenziamento della medicina territoriale, dell’assistenza domiciliare e della telemedicina. Garantire gli stessi diritti e gli stessi livelli di assistenza a chi vive nei piccoli comuni è un dovere morale, prima ancora che istituzionale». La cerimonia si è conclusa con i complimenti formali al Sindaco, all’Amministrazione comunale e a tutta la cittadinanza di Rivello per il traguardo raggiunto, definito dall’assessore come un motivo di vanto «che rende orgogliosa l’intera Basilicata». Rivello, con il suo impianto urbano medievale e le sue antiche tradizioni, viene così eletto a modello: «Da qui possiamo costruire un modello di sviluppo sostenibile, che metta al centro le persone, la qualità della vita e il valore delle nostre comunità», ha concluso Latronico.