

La Basilicata si conferma una delle regioni italiane più vocate all’agricoltura biologica. Con 139mila ettari destinati a coltivazioni bio e 3.280 operatori attivi, il territorio lucano si posiziona al quarto posto in Italia per incidenza delle superfici coltivate secondo i criteri dell’agricoltura biologica. Un risultato che fotografa una trasformazione profonda del settore primario regionale, sempre più orientato a sostenibilità e qualità. I dati sono stati diffusi in occasione della “Giornata Europea del biologico” da CIA Agricoltori Italiani e da Anabio Basilicata, che hanno evidenziato come la quota di biologico sul totale delle superfici agricole regionali abbia raggiunto il 27,6%. Una percentuale significativa, che colloca la Basilicata tra le realtà più dinamiche del panorama nazionale. Il trend di crescita non riguarda solo le superfici, ma anche il numero degli operatori. Nel 2023 il comparto ha continuato a espandersi, sostenuto dalla nuova programmazione della Politica Agricola Comune e da alcune modifiche normative che hanno favorito l’ingresso di nuove aziende. In dieci anni, la crescita è stata impressionante: +174% di superfici e oltre 2.000 nuovi operatori. Un’evoluzione che racconta un cambiamento strutturale dell’agricoltura lucana, sempre più orientata verso modelli produttivi sostenibili e certificati. La Basilicata, tradizionalmente legata a coltivazioni estensive e a forte rapporto con il territorio, ha saputo intercettare la domanda crescente di prodotti biologici sia a livello nazionale che europeo. Nel dettaglio delle produzioni, al primo posto si trovano i cereali con circa 39mila ettari, seguiti dai prati pascolo (28mila ettari) e dalle colture foraggere (20.500 ettari), fondamentali per il comparto zootecnico. Le colture industriali occupano circa 9.400 ettari, mentre l’olivicoltura biologica raggiunge i 6.600 ettari. Più contenuta ma in crescita anche la viticoltura, con circa mille ettari dedicati. Un sistema agricolo che riflette la forte integrazione tra biologico e zootecnia, con ampie superfici destinate al pascolo e alla produzione di foraggi. Un modello che, secondo le associazioni di categoria, rappresenta non solo una scelta produttiva ma anche una strategia di tutela ambientale e valorizzazione del territorio. La crescita del biologico in Basilicata si inserisce in un contesto nazionale in cui la domanda di prodotti certificati continua ad aumentare, spinta da una maggiore attenzione dei consumatori alla qualità degli alimenti e alla sostenibilità delle produzioni. Per il comparto lucano, la sfida ora è consolidare questi risultati, rafforzando le filiere, migliorando la capacità di trasformazione e ampliando l’accesso ai mercati. Un percorso che richiede investimenti, formazione e politiche di sostegno mirate, ma che potrebbe trasformare la Basilicata in uno dei principali poli del biologico italiano.