
di Giovanni Gioioso
L’Italia torna a piantare radici nel proprio futuro verde. Nel 2023 sono stati messi a dimora oltre 2,4 milioni di alberi e arbusti su una superficie superiore ai 3.000 ettari, segnando un passo importante nella strategia nazionale di riforestazione e contrasto ai cambiamenti climatici. Un risultato che non è solo ambientale, ma anche economico: secondo le stime, questi interventi genereranno un ritorno di circa 16 milioni di euro l’anno per tutta la vita degli impianti. A fotografare il quadro è la quarta edizione de “L’Atlante delle Foreste”, l’indagine realizzata da Legambiente e AzzeroCO2 con il supporto tecnico di Compagnia delle Foreste. Il report evidenzia come la crescita del patrimonio arboreo sia il risultato di una sinergia tra pianificazione nazionale e regionale, oltre che della collaborazione tra pubblico e privato. A guidare la classifica è il Trentino-Alto Adige, con oltre 637mila piante messe a dimora. Seguono il Piemonte e, con un balzo significativo, Basilicata e Puglia, che confermano un dinamismo crescente anche nel Mezzogiorno. Un segnale importante, che dimostra come la transizione ecologica possa diventare un’opportunità concreta anche per i territori del Sud. Sul fronte urbano, sono le città metropolitane a fare da traino. Bari, Messina e Torino si collocano ai primi posti grazie a progetti di forestazione sostenuti dal Decreto Clima e dalle risorse del PNRR. Interventi che puntano non solo a migliorare la qualità dell’aria, ma anche a rendere le città più resilienti e vivibili. Non mancano però le criticità. In alcune regioni – tra cui Abruzzo, Campania, Lazio, Lombardia, Toscana, Calabria e Molise – non si registrano nuove piantagioni finanziate con fondi regionali. Un dato che evidenzia una certa disomogeneità territoriale e la necessità di rafforzare le politiche locali. Anche il percorso del PNRR ha subito una revisione: l’obiettivo iniziale assegnato alle città metropolitane è stato ridimensionato, sia nel numero di alberi da piantare sia nelle risorse disponibili. Nonostante ciò, per il biennio 2023-2024 sono già stati finanziati 52 nuovi progetti, per un totale di oltre 2,5 milioni di piante e un investimento complessivo di 113 milioni di euro. L’obiettivo aggiornato resta ambizioso: raggiungere entro il 31 dicembre 2024 la messa a dimora di almeno 4,5 milioni di alberi e arbusti. Una sfida che richiede continuità, investimenti e una visione di lungo periodo. Più alberi significa più ossigeno, meno inquinamento, maggiore tutela del suolo e nuove opportunità economiche. Ma significa anche ripensare il rapporto tra uomo e ambiente, tornando a considerare il verde non come un elemento accessorio, ma come una infrastruttura essenziale. La strada è tracciata. Ora la sfida è non fermarsi.