

di Daniela Mariano
La gestione dell’emergenza siccità entra in una fase decisiva e la parola d’ordine è una sola: rapidità. È questo il messaggio emerso con forza dalla riunione dei Comitati esecutivi di Potenza e Matera della CIA Agricoltori Italiani, alla presenza del presidente nazionale Cristiano Fini. Un confronto serrato che ha messo al centro il futuro delle imprese agricole lucane colpite dalla crisi idrica e dalle sue conseguenze produttive. La richiesta principale riguarda la definizione immediata e condivisa delle modalità di assegnazione delle risorse del cosiddetto fondo siccità. L’obiettivo è stabilire criteri chiari e omogenei per la distribuzione dei contributi, sia a livello di singolo Comune sia di azienda agricola, evitando ritardi burocratici che rischiano di aggravare ulteriormente la situazione del comparto. Secondo quanto riportato nella nota diffusa dall’organizzazione, alla Basilicata spettano complessivamente 15 milioni di euro destinati a compensare i danni subiti da oltre centomila ettari di colture seminative ed erbacee. Un territorio vasto, duramente colpito dalla scarsità di piogge e dall’innalzamento delle temperature, che ha compromesso rese e redditività in molte aree rurali. Accanto alla gestione del fondo siccità, un altro nodo centrale riguarda l’attivazione della misura M23, uno strumento straordinario che le Regioni possono utilizzare nell’ambito delle risorse residue del Programma di sviluppo rurale 2014-2022. Questa misura aggiuntiva è pensata per sostenere le aziende e i comparti agricoli che non rientrano nei ristori già previsti, con particolare attenzione alle coltivazioni arboree e ai sistemi intensivi, spesso esclusi dai meccanismi ordinari di compensazione. I rappresentanti territoriali della CIA Agricoltori Italiani in Basilicata, Giambattista Lorusso per Potenza, Giuseppe Stasi e Donato Distefano per Matera, hanno sottolineato come la tempestività degli interventi sia un fattore decisivo per la sopravvivenza di molte imprese agricole. L’emergenza climatica, infatti, non è più episodica ma strutturale, e richiede strumenti di risposta altrettanto strutturati e continuativi. Un’ulteriore questione posta al centro del dibattito riguarda l’utilizzo delle risorse del Complemento regionale per lo sviluppo rurale (CSR) 2023-2027. In questo ambito, si propone l’attivazione di strumenti di ingegneria finanziaria in grado di facilitare l’accesso al credito per le aziende agricole, alleggerendo il peso degli oneri finanziari in una fase già complessa. La proposta si inserisce in un quadro più ampio di misure che include anche le decisioni del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, che ha previsto, attraverso il cosiddetto Collegato alla legge di bilancio, uno stanziamento di 21 milioni di euro destinato all’abbattimento dei tassi di interesse sui mutui agricoli in essere fino al 2024. Secondo la CIA Agricoltori Italiani, l’integrazione tra risorse europee, nazionali e regionali rappresenta l’unica strada possibile per garantire una risposta efficace all’emergenza climatica in agricoltura. Tuttavia, resta fondamentale la rapidità di esecuzione: senza tempi certi e procedure snelle, anche gli strumenti più avanzati rischiano di perdere efficacia. La riunione dei comitati esecutivi di Potenza e Matera si chiude così con un appello chiaro alle istituzioni: trasformare le risorse disponibili in interventi concreti, capaci di sostenere un settore che rappresenta una componente essenziale dell’economia e dell’identità della Basilicata. In gioco non c’è solo il presente delle aziende agricole, ma la tenuta stessa del sistema produttivo rurale regionale.