

di Daniela Mariano
Il ponte del 25 aprile si conferma un banco di prova importante per il turismo italiano, con numeri che raccontano una stagione primaverile in piena espansione e una domanda sempre più trainata dai visitatori stranieri. Tra oggi e domenica si stimano 6,1 milioni di pernottamenti nelle strutture ricettive ufficiali, circa 500mila in più rispetto al 2024, segnale di un settore che continua a crescere nonostante le incertezze economiche internazionali. Nel complesso, tra Pasqua e i ponti di primavera, saranno 27,5 milioni le presenze turistiche nel Belpaese, in aumento dell’1,6% rispetto allo scorso anno. Un dato che conferma la solidità del comparto e il ruolo centrale dell’Italia nelle scelte dei viaggiatori europei e internazionali. A trainare la crescita è soprattutto la componente straniera, in aumento del 2,4%, con l’Europa in prima linea, mentre la domanda dagli Stati Uniti rallenta e quella asiatica registra una flessione. Secondo l’indagine del Centro Studi Turistici per Assoturismo Confesercenti, elaborata sulle principali piattaforme di prenotazione online, il turismo internazionale resta il vero motore del settore, capace di sostenere i flussi anche nei periodi di bassa stagionalità. Un equilibrio che si conferma sempre più delicato ma decisivo. Le città d’arte restano le protagoniste assolute del periodo: da sole assorbiranno il 36% delle presenze complessive, con una crescita stimata del +1,3%. Musei, centri storici e patrimonio culturale continuano a rappresentare il principale fattore di attrazione del turismo italiano, confermando la forza del brand Italia nel mondo. Ottime performance anche per le località dei laghi, in crescita del +2,8% grazie soprattutto alla domanda estera, e per le destinazioni marine (+1,9%), che si preparano a una stagione già molto attesa dagli operatori. Segnali positivi arrivano anche dalle aree rurali e di collina (+1,8%) e dalla montagna (+1,9%), sempre più scelte dai viaggiatori stranieri alla ricerca di esperienze autentiche e contatto con la natura. In lieve crescita anche le località termali (+1,5%) e le destinazioni cosiddette “a altro interesse” (+1%), a conferma di una domanda turistica sempre più diversificata e frammentata. A livello territoriale, le regioni più richieste risultano quelle del Nord Ovest e del Sud-Isole, seguite dal Centro e dal Nord Est, in un quadro che riflette una distribuzione ampia e dinamica dei flussi. Il quadro generale è quello di un turismo che non solo tiene, ma si rafforza nei periodi strategici, con una domanda internazionale sempre più decisiva e un’Italia che continua a confermarsi una delle mete più desiderate al mondo.