

Matera old town at dusk illuminated with warm street lights.
di Daniela Mariano
Matera e Potenza arretrano ancora sul fronte della qualità ambientale. È questa la fotografia che emerge dal Rapporto Ecosistema Urbano 2025 realizzato da Legambiente, Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore, sui dati riferiti al 2024 e relativi alle performance ambientali dei 106 capoluoghi italiani. A tracciare un bilancio netto è il presidente di Legambiente Basilicata, Antonio Lanorte, che parla di un quadro in progressivo peggioramento per entrambi i capoluoghi lucani. “Matera e Potenza in costante arretramento”, sottolinea Lanorte, evidenziando come i numeri confermino una tendenza ormai consolidata. Nel dettaglio, Matera scende al 92° posto, perdendo dieci posizioni rispetto all’82° dello scorso anno e segnando un crollo ancora più evidente se si guarda al 2023, quando occupava il 55° posto. Il punteggio complessivo si ferma al 41,99%, in forte calo rispetto al 48,11% dell’anno precedente. Anche Potenza arretra, seppur in modo più contenuto: il capoluogo passa dall’80° all’84° posto. Il punteggio si attesta al 45,62%, in diminuzione rispetto al 48,55% del 2024. Un dato che accomuna entrambe le città è il distacco dalla media nazionale, fissata al 54,24%, un valore che evidenzia la distanza dei capoluoghi lucani dalle migliori performance ambientali del Paese. Il report prende in esame 19 indicatori suddivisi in sei aree tematiche — aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia — restituendo un quadro complessivo che, secondo Lanorte, non lascia spazio a interpretazioni positive. “I numeri di Ecosistema Urbano 2025 – afferma il presidente di Legambiente Basilicata – delineano una condizione di generale arretramento della qualità ambientale urbana dei due capoluoghi lucani che dovrebbero, invece, rappresentare i principali laboratori potenziali di rigenerazione urbana”. Al contrario, osserva ancora Lanorte, Matera e Potenza “non appaiono affatto modelli di riferimento per una gestione urbana di qualità, risultando di fatto paralizzate da alcune emergenze croniche”. Il rapporto, dunque, mette in evidenza una doppia criticità: da un lato il peggioramento dei parametri ambientali, dall’altro la difficoltà strutturale dei due capoluoghi nel costruire percorsi stabili di miglioramento urbano. Un arretramento che, numeri alla mano, diventa sempre più difficile da ignorare.