
di Giovanni Gioioso
Stellantis sceglie di affidare nuovamente il timone a un manager italiano: Antonio Filosa. Un nome che segna una svolta, ma anche un ritorno simbolico a quella tradizione industriale incarnata da Sergio Marchionne, figura che ha lasciato un’impronta indelebile nel settore. La decisione del Consiglio di Amministrazione è arrivata all’unanimità, al termine di un processo di selezione ampio e articolato, guidato dal presidente John Elkann. Una scelta che premia il talento interno e una carriera costruita passo dopo passo, dentro l’azienda, attraversando continenti, mercati e sfide industriali. Filosa, 52 anni, napoletano di Castellammare di Stabia, assume da subito i pieni poteri operativi, aprendo un nuovo capitolo per il gruppo nato dalla fusione tra FCA e PSA. Il suo è un percorso che racconta molto più di un curriculum. Laureato in ingegneria al Politecnico di Milano, entra in Fiat nel 1999, iniziando dal basso, come supervisore della qualità in uno stabilimento spagnolo. Turni di notte, lavoro sul campo, contatto diretto con la produzione: è lì che si forma la sua visione industriale, fatta di concretezza e attenzione alle persone. “Ho questa azienda nel sangue”, ha scritto ai dipendenti, in una lettera che suona come una dichiarazione di intenti. Negli anni, Filosa ha costruito una carriera internazionale solida, diventando uno dei manager più esperti del gruppo. Ha guidato operazioni in America Latina, contribuendo a rafforzare la presenza di marchi storici come Fiat, Peugeot e Citroën, e portando il brand Jeep a risultati record in Brasile. Il suo nome è legato anche allo sviluppo del polo industriale di Pernambuco, uno dei più grandi del Sud America, simbolo di una strategia espansiva capace di coniugare produzione e radicamento territoriale. Negli ultimi anni, il suo ruolo è diventato sempre più centrale. Dopo l’uscita di Carlos Tavares, Filosa ha assunto incarichi chiave, fino a diventare Chief Operating Officer per le Americhe e Chief Quality Officer del gruppo. In Nord America ha avuto il compito delicato di ricucire relazioni industriali compromesse, riaprendo il dialogo con fornitori, sindacati e concessionari, e affrontando criticità legate alla gestione dei prodotti e delle scorte. La sua nomina arriva in un momento cruciale per l’automotive globale, attraversato da trasformazioni profonde: elettrificazione, digitalizzazione, nuove dinamiche di mercato. Sfide che richiedono una leadership capace di coniugare visione strategica e conoscenza operativa. E proprio su questo equilibrio punta Stellantis, affidandosi a un manager cresciuto “in casa”, ma con una visione internazionale. Le reazioni del mondo del lavoro non si sono fatte attendere. I sindacati accolgono con favore la scelta, sottolineando il valore simbolico e concreto di un ritorno italiano alla guida del gruppo. Un segnale importante, soprattutto in una fase in cui il settore vive una transizione complessa, tra innovazione tecnologica e tutela dell’occupazione. La speranza condivisa è che questa nuova leadership possa rafforzare il dialogo sociale e rilanciare il ruolo dell’Italia nella geografia industriale del gruppo. Particolare attenzione arriva dai territori, come la Basilicata, dove lo stabilimento di Melfi rappresenta un nodo strategico. Qui, come in altri poli produttivi italiani, la nomina di Filosa viene letta come un’opportunità per rilanciare investimenti, garantire stabilità occupazionale e costruire una visione industriale di lungo periodo. Nel suo primo messaggio da amministratore delegato, Filosa ha tracciato una linea chiara: valorizzare i brand storici, rafforzare i rapporti con partner e comunità, e continuare a innovare senza perdere il legame con le radici. Un equilibrio non semplice, ma necessario per affrontare le sfide del presente. Il ritorno di un italiano al vertice, dopo l’era Marchionne, non è solo una notizia industriale. È un passaggio simbolico che parla di identità, competenze e futuro. In un settore in continua evoluzione, Stellantis sceglie di ripartire da chi conosce profondamente la macchina, in tutti i suoi ingranaggi. E da qui, prova a scrivere una nuova pagina della sua storia.