

di Giovanni Gioioso
Il 2024 si chiude con un risultato che, nel panorama della sanità italiana, assume un valore che va oltre i numeri e diventa racconto di eccellenza, organizzazione e rete nazionale dei trapianti. Il Policlinico di Bari si conferma infatti il primo centro in Italia per numero di trapianti di cuore eseguiti nell’anno: 73 interventi, lo stesso totale dell’intera Lombardia, che però opera attraverso una rete di più strutture e su una popolazione più che doppia rispetto a quella pugliese. Un primato che fotografa con chiarezza la crescita di un sistema sanitario regionale ormai pienamente integrato nella rete nazionale dei trapianti e capace di raggiungere livelli di attività e coordinamento di assoluto rilievo. Il dato non è isolato, ma si inserisce in un anno complessivamente straordinario per tutta l’attività trapiantologica pugliese, che ha chiuso il 2024 con 222 trapianti d’organo complessivi, in aumento rispetto ai 204 dell’anno precedente. Dietro questi numeri c’è un lavoro continuo e altamente specializzato che coinvolge équipe diverse e competenze multidisciplinari. Per i trapianti di cuore, guidati dal professor Gianluca Bottio, si è passati dai 61 interventi del 2023 ai 73 del 2024, un incremento significativo che conferma il ruolo centrale del centro barese in questo ambito così delicato. Accanto al cuore, cresce anche l’attività trapiantologica renale. L’équipe del professor Pasquale Ditonno ha realizzato 88 trapianti di rene nel corso dell’anno, includendo 62 trapianti singoli, 4 doppi, 20 trapianti da donatore vivente e anche un raro caso di doppio trapianto rene-fegato. Numeri che testimoniano una capacità organizzativa elevata e una gestione complessa dei casi clinici. In crescita anche i trapianti di fegato, seguiti dall’équipe del professor Francesco Tandoi, che nel 2024 hanno raggiunto quota 59 interventi, rispetto ai 54 dell’anno precedente. Un incremento costante che contribuisce al consolidamento del centro barese come riferimento nazionale per la chirurgia dei trapianti. Un aspetto particolarmente significativo riguarda la provenienza degli organi e dei pazienti. Il 75% dei cuori trapiantati a Bari proviene da fuori regione, a conferma di una rete di collaborazione estesa e funzionante. Di questi, circa il 10% arriva addirittura dall’estero, con donatori provenienti da Svizzera, Malta, Inghilterra, Francia e Grecia, mentre il restante 65% da altre regioni italiane. Allo stesso tempo, il Policlinico barese si conferma polo attrattivo per pazienti in lista d’attesa da tutta Italia. Dei 18 trapianti cardiaci effettuati su pazienti in attesa, 5 provenivano dalla Lombardia, 4 dalla Campania, 3 dalla Basilicata, 2 dalla Sicilia, 2 dalla Calabria e uno ciascuno da Abruzzo e Molise. Un dato che sottolinea il ruolo nazionale della struttura e la fiducia crescente nei suoi confronti. Dietro questi risultati c’è una macchina organizzativa complessa, fatta di coordinamento tra centri, tempestività nella gestione delle donazioni e alta specializzazione chirurgica. Ma c’è anche un elemento meno visibile e altrettanto decisivo: la capacità di trasformare la donazione in possibilità concreta di vita. Il 2024, per il Policlinico di Bari, non è quindi soltanto un anno di record, ma la conferma di un modello sanitario che funziona e che si inserisce a pieno titolo tra le eccellenze italiane. Un risultato che racconta non solo la crescita della medicina trapiantologica in Puglia, ma anche il valore di una rete nazionale sempre più integrata, in cui competenze, organizzazione e solidarietà si intrecciano ogni giorno per salvare vite umane.