Università di Palermo, lascia il rettore Micari: «Il nostro obiettivo è stato quello di dare opportunità»

“Lascio una Università in crescita e in buona salute”. Il rettore Fabrizio Micari traccia così il bilancio del suo mandato a capo di Unipa a pochi giorni dal passaggio delle consegne al nuovo rettore Massimo Midiri. Il congedo di Micari è un costante richiamo a risultati positivi, contenuti anche in un libro (“Un’Università inclusiva”) che riassume i passaggi principali della sua esperienza cominciata nel 2015.
La parola chiave è inclusione. Serve a definire le linee di apertura e di attenzione verso gli studenti. Il rettore cita, fra i tanti, il caso di quattro ragazzi “in transizione di genere” la cui posizione è stata perfezionata proprio nel giorno del congedo. “Sarà una piccola cosa – dice – ma è anche un segnale importante: testimonia la cura con la quale abbiamo cercato di mettere tutti nelle condizioni migliori per studiare. Il nostro obiettivo è stato quello di dare opportunità”. A queste politiche Micari lega i risultati raggiunti riassumibili in alcune cifre significative: 43.588 iscritti, quasi ottomila laureati nel 2020, 160 corsi di studio di cui 16 nelle sedi decentrate di Agrigento, Caltanissetta e Trapani. Nel conto bisogna anche mettere finanziamenti per 118 milioni inclusi 48 progetti approvati dall’Ue, 81 milioni investiti nell’edilizia universitaria e un bilancio consuntivo in attivo che nel 2020 è stato di 18,8 milioni. Tra le voci positive anche l’esenzione dalle tasse per i due terzi degli studenti e la forte riduzione dei fuori corso. Micari non manca di sottolineare la sfida con la pandemia fronteggiata con la didattica a distanza “che non può mai essere sostitutiva ma integrativa rispetto a quella tradizionale” e con una pianificazione delle attività impostata sull’uso razionale delle risorse. “Oggi – insiste – l’Università di Palermo è una realtà in piena salute, solida dal punto di vista del del bilancio e con un trend positivo sugli indicatori fondamentali”. Sono lontani, è la conclusione, i tempi in cui “si ragionava su una decrescita inevitabile”. Ora si può invece dire che, con la sua solidità, Unipa è sempre più “l’Università della Sicilia occidentale”.

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