Automotive: per Moody’s il settore è sotto pressione ma sta meglio che nel 2008

“I produttori che hanno visto il taglio del rating di recente affrontano le sfide piu’ grandi sul fronte operativo e della competitivita’ e la recessione potrebbe aumentare queste debolezze”, commenta Bruce Clark, un Senior Vice President di Moody’s. “Tuttavia, l’industria dell’auto nel suo insieme e’ molto piu’ preparata a questo calo di quanto non lo fosse al precedente, con ampia liquidita’, costi di struttura piu’ gestibili, una supply chain piu’ efficiente e una attenzione al ritorno degli investimenti”, aggiunge Clark. In questo quadro, la pandemia di Covid-19 indebolira’ la domanda di veicoli passeggeri fino al 2022. Le vendite sono stimate in calo del 20% nel 2020 rispetto al 2019 a livello globale, con una flessione maggiore in Nord America e nell’area Emea. Per Moody’s serviranno diversi anni prima di tornare ai livelli del 2019. “Anche se e’ comune avere una domanda ciclica nel settore auto, quello che insolito in questa crisi provocata dal coronavirus e’ la combinazione di un calo della domanda e dello shock subito dalla catena di approvvigionamento e dalla distribuzione, con tempi di recupero incerti per entrambe”, prosegue Clark. Per quanto riguarda i produttori che hanno visto il rating confermato, Moody’s rileva che hanno una solida posizione operativa, poco bisogno di grandi ristrutturazioni, una forte posizione sul mercato, diversificazione geografica o una concentrazione sui marchi premium e una forte liquidita’, tutte caratteristiche che permetteranno loro di essere competitive una volta che la recessione sara’ finita.