

Massimo Osanna
di Giovanni Gioioso
Il rapporto viscerale e indissolubile tra Massimo Osanna — illustre archeologo, dirigente apicale del Ministero della Cultura e figura di spicco del panorama culturale internazionale — e la sua terra d’origine, la Basilicata, rappresenta un connubio raro di passione civile, rigore scientifico e valorizzazione identitaria. Un legame profondo che ha trovato una delle sue massime espressioni pubbliche in occasione della cerimonia di conferimento del premio “Lucani in primo piano” 2026, promosso dal dinamico club Rotary Potenza Torre Guevara. L’edizione di quest’anno, organizzata in stretta sinergia con i Musei nazionali di Matera e la Direzione regionale Musei nazionali della Basilicata, ha trasformato il Museo archeologico nazionale “Dinu Adamesteanu” di Potenza nel palcoscenico ideale per celebrare un talento lucano che ha scalato i vertici delle istituzioni culturali italiane senza mai recidere il cordone ombelicale con la propria terra d’origine. Nato a Venosa — la città oraziana ricca di storia, poesia e fascino monumentale — Massimo Osanna ha coltivato proprio all’ombra delle bellezze della sua terra quella vocazione per l’archeologia e il mondo antico che avrebbe poi segnato la sua luminosa carriera. Prima di esportare il suo modello gestionale e di rilancio internazionale alla guida del Parco Archeologico di Pompei e successivamente come vertice dei Musei italiani e Capo del Dipartimento per le attività culturali del MiC, Osanna ha speso anni preziosi sul campo in Basilicata. È stato infatti direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Università della Basilicata, con sede a Matera, formare intere generazioni di studiosi e dirigendo campagne di scavo cruciali per la comprensione del mondo antico meridionale, dalla Torre di Satriano a Tito fino ai contesti enotri e magnogreci di Metaponto, Melfi e Grumentum. Questo radicamento territoriale non è mai venuto meno, neanche quando gli incarichi istituzionali lo hanno portato a gestire i siti archeologici più importanti del mondo. Il legame tra Osanna e la Basilicata si è nutrito costantemente di progetti di ampio respiro, mostre diffuse, accordi di ricerca e una vicinanza attiva che riconosce alla regione un ruolo centrale nella storia culturale del Mediterraneo. Non è un caso che il prestigioso riconoscimento assegnatogli dal Rotary Potenza Torre Guevara si inserisca in un percorso di restituzione e dialogo continuo con i cittadini lucani. L’evento potentino si è aperto con la visita guidata alla raffinata mostra “Terra, radici, memoria e rinascita”, curata da Sabrina Mutino nell’ambito del più ampio progetto espositivo “Le Dee del grano”, testimoniando la vivacità di una rete museale regionale che Osanna ha visto crescere e che continua a sostenere con convinzione strategica. Il clou della giornata che ha celebrato il legame tra il luminare e la sua regione si è concretizzato nel dialogo culturale incentrato sul suo libro, “Classici sovversivi. Mito e tragedia per la vita quotidiana”, scritto a quattro mani con Valeria Parrella e presentato in anteprima assoluta a Potenza. Davanti a una platea attenta e appassionata, arricchita dai contributi istituzionali di Raffaella Bonaudo, direttrice dei Musei nazionali di Matera, e della presidente del club Rotary Eugenia Lasorella, insieme agli interventi della stessa Sabrina Mutino e della storica dell’arte Fiorella Fiore, il professor Osanna ha esplorato la straordinaria attualità dei miti classici. Un’opera che riflette perfettamente lo spessore intellettuale dell’archeologo venosino: interrogarsi sui classici non come esercizio accademico polveroso, ma come chiave di lettura indispensabile per decodificare il presente, orientare la vita quotidiana e riscoprire la profondità di una radice letteraria e culturale che appartiene profondamente all’identità del Mezzogiorno d’Italia. Le note dei maestri Marco Marino al pianoforte e Massimo Rosa al violino hanno incorniciato un momento di altissimo profilo, ribadendo come la cultura, quando è radicata nell’autenticità dei territori, sappia farsi motore di riscatto e coesione sociale. La figura di Massimo Osanna rimane così un faro luminoso per la Basilicata: l’esempio tangibile di come il talento e la dedizione possano portare un figlio di questa terra ai vertici della Repubblica, mantenendo tuttavia intatto l’amore per le proprie origini e continuando a lavorare, con visione e generosità intellettuale, per il futuro e la crescita culturale del proprio territorio.