
di Daniela Mariano
Le ondate di calore non rappresentano più soltanto un’emergenza sanitaria, ma una nuova sfida per le amministrazioni locali. In tutta Italia cresce il numero dei Comuni che affiancano ai tradizionali piani caldo servizi sempre più articolati per proteggere anziani, persone fragili e cittadini soli durante i mesi estivi. Biblioteche, musei, centri civici e parchi si trasformano in luoghi di refrigerio, mentre si rafforzano l’assistenza domiciliare, la telefonia sociale, il trasporto dedicato e le reti di volontariato. Le esperienze raccolte mostrano come l’adattamento al caldo stia entrando stabilmente nelle politiche locali. Secondo l’Anci le città sono resilienti e i sindaci sono i primi a mettere in campo azioni sull’adattamento al cambiamento del clima che si manifesta anche in Europa e in Italia da Nord a Sud del nostro Paese. Queste azioni promosse dal basso e vicine ai cittadini devono poter avere spazio all’interno delle strategie e dei piani nazionali di adattamento ai cambiamenti climatici e di contrasto alle ondate di calore prevedendo sostegni economici per interventi sempre più integrati tra servizi territoriali e di prossimità, servizi sociali con attenzione ai più vulnerabili, servizi sanitari. Le grandi città stanno sperimentando modelli differenti ma accomunati dallo stesso obiettivo: rendere gli spazi pubblici e i servizi comunali strumenti di adattamento climatico. A Roma gli over 70 possono accedere gratuitamente a 17 piscine comunali nell’ambito del Piano Caldo cittadino. Bologna ha consolidato una rete di rifugi climatici distribuiti nei quartieri, collegati anche dal progetto delle “Linee d’ombra”, che valorizza i portici come percorsi ombreggiati. Milano ha creato 116 “Spazi Freschi” tra parchi, biblioteche e Case di Quartiere, mentre Firenze ha ampliato la rete dei rifugi climatici portandola a 53 luoghi pubblici distribuiti nei cinque quartieri della città. A Verona, con il progetto “Oasi climatiche”, oltre cento biblioteche, musei, centri civici e aree verdi sono stati individuati come punti di refrigerio, affiancati da nuovi erogatori di acqua potabile. Anche Venezia utilizza biblioteche e musei civici climatizzati come luoghi di sollievo dal caldo, mettendo a disposizione cittadini e visitatori una rete di spazi pubblici durante le giornate caratterizzate dalle temperature più elevate. Anche altre città metropolitane hanno rafforzato i propri servizi. Genova ha realizzato una rete di “rifugi freschi” ospitati in biblioteche, musei e sedi municipali, una mappa delle aree verdi e dei punti acqua e agevolazioni per l’accesso alle piscine comunali durante i giorni di maggiore caldo. Torino ha rinnovato il Piano Estate con 19 centri climatizzati aperti gratuitamente, assistenza domiciliare, telesoccorso e accompagnamenti dedicati agli anziani. Brescia ha potenziato la collaborazione tra Comune, sistema sanitario e volontariato, mettendo a disposizione centri climatizzati e un servizio di trasporto gratuito verso le strutture di accoglienza. Perugia ha individuato una rete di luoghi climatizzati – tra biblioteche, cinema e altri spazi pubblici – dove i cittadini possono trovare sollievo durante le ore più calde della giornata.