

“Risulta evidente come la quasi totalità” delle missioni del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) “siano quello che noi giovani da anni chiediamo, per poter rendere attrattiva la nostra professione, ma soprattutto per mettere a reddito le nostre competenze. Ed è altrettanto incredibile come non vi sia traccia dei commercialisti al Tavolo governativo”. Ad esprimersi così il presidente dell’Ungdcec (Unione giovani dottori commercialisti) Matteo De Lise, a seguito della denuncia del numero uno dell’Aiga (Associazione giovani avvocati) Francesco Paolo Perchinunno, in merito all’assenza dei rappresentanti delle due categorie professionali economico-giuridiche dalle riunioni dell’Esecutivo sul Pnrr che si svolgono da inizio anno; il Decreto della presidenza del Consiglio della fine del 2021, che ha permesso la nascita del Tavolo, infatti, ha incluso tra i membri invitati alle riunioni per l’implementazione del Piano due organismi che riuniscono gli Ordini, il Comitato unitario delle professioni e la Rete delle professioni tecniche, però sia il Consiglio nazionale dei commercialisti, sia il Consiglio nazionale forense non ne fanno parte. “C’è amarezza e delusione per l’esclusione dei commercialisti dal tavolo istituito dal Governo per dare attuazione al Pnrr, considerato che la categoria è in grado di apportare un prezioso contributo nell’ambito dei molteplici progetti del Piano che il Paese è chiamato a realizzare”, dichiara il presidente dell’Anc (Associazione nazionale commercialisti) Marco Cuchel, che chiede all’Esecutivo di “ampliare la lista dei partecipanti” alla sua categoria.
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