

TIM ha approvato all’unanimità il Piano Industriale 2022-2024, che fra gli indirizzi strategici comprende un rinnovato modello organizzativo e di business – per altro più compatibile con un’eventuale fusione con Open Fiber. L’Amministratore Delegato e Direttore Generale Pietro Labriola ha ricevuto il mandato di dar vita a una “nuova TIM” capace di superare l’attuale modello di integrazione verticale; tutti i dettagli saranno poi svelati prima dell’estate. Sono convinto che l’evoluzione del Gruppo che abbiamo disegnato rappresenti una discontinuità positiva. Stiamo giocando un ruolo da front-runner nel settore delle Telco e ci aspettiamo che altri seguano il nostro esempio. I progetti che abbiamo intenzione di lanciare per i clienti e quelli previsti dall’Agenda Digitale e dal PNRR richiedono una risposta immediata e forte: con questo nuovo assetto saremo più pronti a rispondere alle sfide e cogliere le opportunità che abbiamo davanti – ha commentato Labriola. Da sottolineare che il gruppo Telecom Italia nel 2021 ha registrato una perdita di 8,7 miliardi di euro e ricavi pari a 15,3 miliardi (-1,9% anno su anno). L’ebitda organico è sceso di 9,6 punti percentuali sia a causa della competizione nel mercato che il ritardo del piano voucher. L’indebitamento finanziario netto è pari a 17,6 miliardi, in calo di 1 miliardo rispetto all’anno precedente a fronte di investimenti in crescita del 14,1% per accelerare lo sviluppo della fibra, del cloud e del calcio in streaming. La dirigenza dell’azienda è convinta che il nuovo assetto “migliorerà la visibilità sulle performance operative e finanziarie di ciascuna componente e amplierà il ventaglio delle opzioni strategiche che TIM potrà sfruttare nell’interesse di tutti gli stakeholder, con la possibilità di attrarre nuovi partner e nuovi investitori finanziari”. I costi dell’operazione dovrebbero essere contenuti poiché la maggior parte degli investimenti è già stata sostenuta, grazie all’implementazione della Equivalence of Input, della Equivalence of Output e dalla separazione di FiberCop. TIM ha previsto un’organizzazione basata sul lavoro agile e un piano triennale per la gestione del personale che, in continuità con gli anni precedenti, “applicherà strumenti in grado di garantire l’occupazione e di incentivare uscite volontarie e pensionamenti anticipati”. Confermato poi l’obiettivo di raggiungere le zero emissioni nette entro il 2040 ed la Carbon neutrality entro il 2030. Proseguirà poi l’analisi per valutare la manifestazione d’interesse indicativa e non vincolante di KKR. “Questa analisi sarà conclusa rapidamente. Una volta completata, il Consiglio si riunirà per valutare le determinazioni di competenza e decidere i passi successivi in merito”, sottolinea TIM.
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