Banca Popolare di Puglia e Basilicata, approvata la semestrale 2021: «Previste nuove sinergie e sviluppi»

Con un utile al netto delle imposte pari a 20,4 milioni di euro, la Banca Popolare di Puglia e Basilicata ha approvato la semestrale 2021. Un risultato che riflette in gran parte gli effetti economici e patrimoniali dell’operazione di acquisto dei 26 sportelli dal Gruppo Intesa-San Paolo deliberata lo scorso 15 gennaio, ma anche il positivo andamento delle attività commerciali, del comparto finanza e del miglioramento della qualità del portafoglio. L’acquisizione degli sportelli ex-UBI ha consentito alla BPPB di rafforzare in maniera significativa la propria rete distributiva nelle province di Chieti, Matera, Isernia e Vibo Valentia e di incrementare le dimensioni patrimoniali ed operative, sostenendo il percorso orientato alla crescita dimensionale, all’incremento della redditività e al miglioramento dell’asset quality. L’integrazione è avvenuta a partire dallo scorso 24 maggio ed è stata realizzata con successo in pochi mesi grazie anche alla professionalità e all’impegno di tutte le risorse della BPPB, di ISP e di CEDACRI, che hanno seguito tutta la complessa e delicata fase di migrazione. Successivamente è stato completato il processo di allocazione provvisoria del prezzo di acquisizione ai sensi del principio contabile internazionale IFRS3 (PPA), registrandone gli effetti sui conti al 30 giugno 2021. Sotto il profilo degli aggregati patrimoniali, si rileva, rispetto a quanto registrato al 31 dicembre 2020, una crescita dei volumi della raccolta diretta (25,8%) e degli impieghi in bonis (9,9%) che risente dell’operazione di acquisizione degli sportelli. Forte il sostegno all’economia del territorio: la BPPB ha fornito liquidità erogando oltre 7 mila finanziamenti da inizio pandemia, legati al Decreto Liquidità, per complessivi 260 milioni di euro circa, e quasi 6 mila moratorie per un ammontare di 500 milioni di euro circa (secondo le misure di mitigazione previste dal Governo e dalle Associazioni di settore). Sotto il profilo della qualità del credito, l’azione di “derisking” del portafoglio ha subito un’accelerazione. Al 30 giugno 2021 il totale dei crediti deteriorati netti ammonta a 112,3 milioni di euro con una riduzione di circa il 20%, rispetto al 31 dicembre 2020 e con un miglioramento del relativo indice di copertura che, da fine anno scorso, passa dal 43,5% al 56,6% di giugno 2021. Per quanto riguarda i crediti in bonis, l’indice di copertura passa da 0,50% di dicembre 2020 a 0,81% di giugno 2021. Degni di rilievo, l’indicatore “crediti deteriorati netti/impieghi” pari al 4,1% ed il “Texas ratio” pari al 42,0%, valori in netto miglioramento in rapporto a quelli fatti registrare al 31 dicembre 2020, rispettivamente pari al 5,6% ed al 52,4%.

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